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Castello di Racconigi

Castello di Racconigi

Via Morosini 3 Racconigi (Cuneo)

http://polomusealepiemonte.beniculturali.it/index.php/musei-e-luoghi-della-cultura/castello-di-racco

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Il parco del castello è un luogo carico di suggestioni, uno scenario che dà risalto all'architettura del palazzo, ma non solo. 

Esso è testimonianza dell'abilità e dell'esperienza degli architetti che lo progettarono e dei giardinieri che in esso lavorarono. Insieme alla residenza, è anche specchio della cultura, del gusto, della sensibilità e del carattere di chi ne volle la realizzazione. Nel corso della storia secolare del castello dei principi di Carignano il parco ha assunto diversi aspetti. Alla fine del Seicento a nord del palazzo si disponeva, con geometrico rigore, l'armonioso giardino di Le Nôtre, il famoso architetto francese ideatore dei giardini di Versailles. 

Un secolo dopo Giuseppina di Lorena, principessa di Carignano, affidò a Giacomo Pregliasco la trasformazione di una parte del parco in giardino "all'inglese", secondo il gusto dell'epoca. Il giardino di Giuseppina di Lorena non presentava più lo schema geometrico ordinato di Le Nôtre (tutto aiuole e parterre), ma offriva un percorso ricco di emozioni e coinvolgente in una natura apparentemente selvaggia, in realtà sapientemente progettata dall'architetto-giardiniere. 

Parallelamente ai lavori nella residenza, intorno agli anni venti-trenta del XIX secolo anche lo spazio verde adiacente fu interessato da un ampliamento e da una profonda trasformazione. Nel parco all'inglese di Carlo Alberto, realizzato dal giardiniere tedesco Xavier Kurten, i sentieri tortuosi tra le grandi distese di prati e i boschetti, il lago dai contorni sinuosi con l'isoletta, i ponticelli, le rovine, la grotta, gli edifici pittoreschi e le prospettive sempre diverse, evocavano un'atmosfera romantica, tipica dell'arte dei giardini del XIX secolo. 

Il parco tra l'Ottocento e il Novecento fu destinato principalmente a tenuta agricola e venne quindi trascurato come giardino, ma fu soprattutto durante il secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra che si verificò una carenza di manutenzione e un progressivo stato di abbandono.Il parco oggi, dopo una serie di interventi e di restauri, si presenta al visitatore nello stesso aspetto datogli dal Kurten nell'Ottocento. 

Luogo suggestivo in ogni stagione – anche per la presenza delle cicogne, con i loro nidi sulle torri e sulle guglie del Castello, della Margaria e delle Serre Reali – il parco di Racconigi è ricco di una grande varietà di specie vegetali e di animali protetti. Come il castello, è divenuto sede suggestiva di attività ed eventi culturali. Quest’anno, ancora visitabile fino al 10 ottobre, il parco ospita la Biennale di Scultura Internazionale dal titolo: : "Scultura Internazionale a Racconigi, 2010. Presente ed esperienza del passato". L'esposizione è curata da Luciano Caramel e organizzata dall'Associazione Piemontese Arte presieduta dallo scultore Riccardo Cordero. Quarantacinque sculture realizzate da altrettanti artisti provenienti dalla Gran Bretagna, da Taiwan e dall’Italia esposte nel parco e nella Margaria. 

Negli ultimi anni il Castello di Racconigi sta cercando di riproporre le modalità operative e produttive proprie della storica Azienda della Real Casa. Negli intenti carloalbertini, infatti, il parco è stato concepito e articolato in modo tale da essere autosufficiente e detentore, grazie alla presenza del complesso agricolo della Margaria, di quel ruolo sperimentale ed egemone nell’amministrazione delle attività produttive del territorio. In questa logica occorre interpretare l’avvenuto reinserimento di una piccola mandria di mucche sui prati del parco, attività che permette la produzione casearia; l’apicoltura che produce mieli di diverse varietà; la preparazione di composte, marmellate e succhi di frutta con le mele raccolte dal frutteto; le ultime sperimentazioni cerealicole finalizzate alla produzione di farine e prodotti da forno e alla realizzazione di una “banca dei semi” di grani antichi di cui le realtà locali potranno avvalersi. Il tutto condotto secondo i dettami prescritti dalla certificazione biologica dei prati del parco ottenuta nel 2008. 

Tuttavia, l’aspetto più innovativo di questa gestione sperimentale che contraddistingue la residenza di Racconigi risiede in realtà nel semplice ed efficace ritorno alle “buone pratiche” agricole che si dimostrano non solo perfettamente inserite nell’assoluta vocazione del luogo, ma anche sostenibili e promotrici nel miglioramento delle condizioni ecologiche del parco. 

I giardini e il parco del Castello di Racconigi godono di una manutenzione costante e quotidiana gestita da cinque giardinieri messi ha disposizione della Regione Piemonte.

Ingresso

Intero 2 euro

Ridotto 1 euro per giovani tra i 18 e i 25 anni 
Gratuito per i minori di 18 anni e gli over 65 e per i possessori della tessera musei


Apertura

Il Parco è chiuso per il periodo invernale. 

Riaprirà con la primavera del 2010
Il Parco è aperto tutti i giorni, escluso lunedì, dalle 10 alle 19