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Villa Sorra

Villa Sorra

Via Prati Castelfranco Emilia (Modena)

http://www.villasorra.it

Il giardino di Villa Sorra, posto nel territorio di Castelfranco Emilia, rappresenta un caso emblematico nella storia del giardino italiano. Costruito nel Settecento assecondando gli schemi formali dell’epoca, nella prima metà dell’Ottocento viene ristrutturato secondo le nuove regole compositive del giardino all’inglese che si andavano diffondendo in quegli anni. Il risultato finale è l’esempio più rappresentativo di giardino romantico dell’Ottocento estense, e uno dei più importanti, se non il più importante, dei giardini informali tuttora presenti in Emilia Romagna.

 

Il Malmusi lo descrive come «costrutto in quel torno alla maniera francese», con i caratteristici canali disposti in modo simmetrico rispetto all’asse longitudinale del giardino stesso, con grandi siepi a parete che si incontrano ortogonalmente fra loro e con sentieri rettilinei. Oltrepassata la zona a prato intorno alla villa, strutturalmente il giardino vero e proprio cominciava con una zona ad orto con pergolati di viti divisa in quattro parti delimitate da spalliere di siepi, al centro delle quali si apriva una piazza contornata da siepi foggiate a nicchie e cupole, sorta di salotto en plein air. Seguivano poi, intorno alla peschiera, una zona a bosco e di seguito tre isole collegate tra loro da ponti in legno: due con alberi da frutta e una terza all’estremità est del parco, alla quale si accedeva anche con la barca dal canale centrale. Una volta approdati, una scalinata conduceva a un’edicola contenente «una statua di Diana divina abitatrice de’ boschi…». Ai lati dell’edicola una doppia rampa di scale consentiva di salire una montagnola che culminava in un padiglione, belvedere contrapposto alla villa dal quale, nelle giornate limpide, era forse possibile osservare gli abitati di Modena e Bologna, sorta di collegamento ideale, carico di valenze simboliche, tra il ducato estense e lo stato pontificio.

 

Il giardino rimane inalterato fino al 1827, quando il conte Cristoforo Munarini Sorra permette alla moglie, la marchesa modenese Ippolita Livizzani, di arricchirlo con laghetti e false rovine, allora «di gran voga», trasformandolo in un giardino all’inglese. A seguito di questa ristrutturazione, i canali diventarono sinuosi, i sentieri tortuosi, sparirono le pareti a siepe, gli alberi da frutta e tutto ciò che esprimeva regolarità per dare spazio alle forme irregolari e a tutto ciò che la natura spontaneamente offre. Furono così realizzate zone a prato e a boschetto, sapientemente distribuite e separate da canali e laghetti. Esso fu inoltre arricchito da elementi architettonici, tutti realizzati durante i lavori di ristrutturazione, quali le false rovine medievali, le torri, le terme e il terrazzo sul lago. Nel giardino di villa Sorra compare quasi tutto il repertorio del giardino romantico, secondo i precetti divulgati in Italia, tra gli altri, da Ercole Silva e Luigi Mabil. A seguito di questa trasformazione il giardino “all’inglese” di villa Sorra acquisì una grande fama, divenendo meta di così tanti visitatori da rendere necessario redigere, nel 1852, un regolamento per i «forestieri che potessero intervenirvi».

Ingresso

Parco: ingresso libero 

Giardino storico: 2 euro 
Villa: 2 euro 
Ingresso gratuito per i bambini di etá inferiore ai 6 anni.


Apertura

Il Parco é aperto tutto l'anno. 

Il Giardino Storico é aperto, con visita guidata, tutte le domeniche e i festivi, al pomeriggio, da marzo a settembre, e su prenotazione per gruppi tutto l'anno. 
La Villa è aperta al pubblico, con visita guidata, il 25 aprile, il 2 giugno e il 15 agosto. 

Per informazioni: http://www.villasorra.it/visite.htm


Altre segnalazioni

Le tele di villa Sorra, che ritraggono il giardino formale settecentesco, sono esposte al palazzo Ducale di Sassuolo.


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